lunedì 6 febbraio 2017

Gennaio

Ho raccolto tutto gennaio in una manciata di fotografie. 
Per fare un punto, un riassunto, un po' d'ordine. Per soppesare quello che c'è.
E così scopro che dentro a questo mese un tantino gelato ci sono stati:

Un trasloco e una casa a cui dare forma


Pothos salvato dal vecchio appartamento, tutto tuo l'onore di dare inizio a questa nuova vita.

Regali inaspettati ricevuti via posta


La casetta che mi ha regalato Francesca, di fianco a un Mucha ritagliato da una vecchia rivista, incastonato in una vecchia cornice.


Una storia minuscola di Valeria e Giovanna, che fluttua sul frigo. 

La prima scrivania della mia vita



Da lasciare rigorosamente in disordine - dicono si chiami caos creativo



E davanti alla scrivania c'è un muro dove poter finalmente dare sfogo alla mia adolescenza perenne apiccicando cose belle che mi piace avere davanti agli occhi quando scrivo.


E quello che non ci sta sul muro finisce nella mia nuova agenda bislacca

Un mio miny pony a farmi compagnia



Lui sa perché è così importante.



Così tanto che ho deciso di fargli un ritratto. L'idea però non mi sarebbe mai venuta se non mi fossi imbattuta in Sara Ronzoni e nelle sue Opere Geniali.

Foto finalmente incorniciate


Come questo ritratto che la fotografa Alessandra Baldoni mi ha fatto nel 2010, per il suo progetto Vite di uomini non illustri: sbirciatelo e leggetelo, a ogni foto è abbinata una storia. 
Sono felice di averne fatto parte.

Nuove esplorazioni


Casa nuova, strade nuove da percorrere. E giardini in cui ficcare il naso di sfuggita.


Muri d'edera ostinata e splendida, da tornare a rivedere a primavera.


E alberi, quando mi affaccio alla finestra. Per fortuna.

giovedì 2 febbraio 2017

Arredare casa con Buster Keaton

Il mio trasloco ha coinciso con una scoperta: 
in questo mondo è esistito Buster Keaton.  

La cosa non avrebbe dovuto sorprendermi, voglio dire, quell'esame da ben 5 crediti di Istituzioni di storia del cinema dato nel 2007 mi aveva già messa in guardia su tale accadimento. E invece la meraviglia mi ha travolta. Sarà che ho sempre avuto un debole per le situazioni strampalate, per l'assurdo che, quatto quatto, si intrufola nel quotidiano (o forse è il contrario). Sarà che quella faccia da Pierrot mi incanta.
Oltretutto, la scoperta è avvenuta la mattina di Natale, giusto per rendere ancora più evidente la sensazione di aver appena ricevuto un regalo.

Mentre gli scatoloni si accumulavano, riempivo gioiosamente i miei occhi di immagini. Mentre la mia non capiente auto compiva per l'ennesima volta il tragitto casa vecchia-casa nuova (5 rotonde all'andata, 5 rotonde al ritorno), il mio cervello mandava del ragtime a ripetizione e a volumi altissimi. 
C'era una motivazione dietro questo incontro tra Buster e una coppia alle prese col trasloco, ora lo so: avere una fonte di ispirazione per la costruzione di una casa nuova. 

Quindi ecco a voi, siori e siore, ingegnose soluzioni d'arredo direttamente dagli anni '20 di cui il vostro appartamento moderno non può assolutamente fare a meno!


Basta chiodi e martelli!


The high sign - 1921
Se non siete audaci abbastanza da usare un martello - e la sottoscritta non lo è - attaccate le foto al muro con il washi tape. Per tutto il resto, c'è il metodo Buster! Non l'ho ancora provato, ma vi saprò dire.

Idee per la tavola


The scarecrow - 1920
Unisce design e funzionalità il porta-vivande aereo che sorprenderà i vostri commensali!

Ritorno ai ritmi antichi


The electric house - 1922
Perché vivere senza lavastoviglie si può.

Alternative urban-chic allo specchio lungo


The goat - 1921
La porta-finestra della cantina, ad esempio. 
O il sempreverde metodo "Salgo sul letto per guardarmi 
nello specchio 50x78 cm appeso sopra al comò".

Prendersi cura della casa


The bell boy - 1918
In fondo, bastano poche, semplici mosse e un guizzo d'inventiva per tenere la casa sempre pulita e in ordine. Ma anche una divisa da fattorino aiuterebbe. 
È solo per quello che ancora non ci riesco, ne sono certa. 


Housewarming: i piccoli dettagli che fanno la differenza

Create un'atmosfera accogliente con un gioco di luci soffuse.


The Balloonatic - 1923

Aprite le porte della sala da musica.


One week - 1920

Stupite tutti con un tour della casa da capogiro, attraverso un sorprendente 
gioco di botole e porte a scomparsa.

The high sign - 1921

E per finire...
Siate adorabili


One week - 1920
Forse è difficile riuscire a esserlo a questi livelli, ma ci si può provare.


Vi lascio ora con il cortometraggio che a mio uso e consumo personale ho soprannominato "Il video del nostro trasloco": One Week, con la sua casetta tirata su tutta di sghimbescio. Un gioiello.


lunedì 23 gennaio 2017

A year in a postcard


Per scrivere questo post, ho chiesto alla prima cartolina che abbia mai ricevuto ricevuto di posare per me.
Ha accettato. 

Le ultime cartoline che ho spedito in vita mia risalivano al 2009. Era estate ed ero andata per la prima volta in campeggio e no, non avevo otto anni, ed era una cosa che volevo raccontare. Poche amiche scelte e un sorriso che mi tagliava la faccia a metà, scrivevo seduta in una piazzetta a Recanati, mentre un'amabile vecchina contava i pesci che giravano nella fontana. Ce n'erano diciotto. 
Sette anni e mezzo dopo l'ultimo Saluti e baci vergato di mio pugno, mi trovo coinvolta in un progetto fatto proprio di cartoline. 


sette persone e uno scambio di cartoline lungo un anno, un intreccio di storie, grafie e francobolli da una cassetta postale all'altra. 

Alcune di queste persone le ho conosciute, altre ancora no, ma tutte condividiamo una certa passione per Instagram e per il raccontarci tramite immagini e parole. Essere parte di questo progetto mi fa brillare gli occhi e prudere le dita. Scegliere con cura la cartolina giusta, appoggiare la penna, soffermarsi a scrivere piano. Spedirla e restare in attesa che arrivi - un piccolo palpito. Chissà come sarà, poi, aprire la buchetta e trovare lì dentro le cartoline dirette a me. Devo preparare la scatola giusta ad accoglierle.

Il nostro logo è stato creato da Gioistantingrammi: ognuna di noi è adagiata su un ramo. 
Per Gio io sono un cappello. Lo sai che ne sono onorata, vero?




Lo ammetto, il progetto mi stuzzica non solo perché il mio amore per le storie e per le cose di carta raggiunge picchi elevatissimi, ma anche perché mi incuriosisce l'idea di vedere imbrigliata la mia logorrea nello spazio esiguo di una cartolina. Sarà una sfida contro me stessa, il cui fine ultimo sarà riuscire a raccontarmi in un haiku. 
Il progetto parte non privo di difficoltà: provate a fare un giro per la vostra città e ditemi quante cartoline trovate. No, non parlo di cartoline turistiche, ma di generiche immagini su cartoncino atte a essere spedite via posta. Per stanare la prima ci ho messo un bel po', ma il risultato, alla fine, è stato più che soddisfacente. 



Il suo sguardo mi ha conquistata

Dove ci trovate 


Ne hanno parlato anche


Seguiteci perché ci saranno delle sorprese!

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